logo santa cristinaseparatorelogo sansoninaseparatorelogo nadia Zenato Jewelry

Cinquant'anni tra Tradizione ed Innovazione

Cinquant'anni tra Tradizione ed Innovazione

In occasione dell’anno che celebra il primo mezzo secolo di attività, la serata del 13 settembre ha proposto un affascinante viaggio nella filosofia che ha reso celebre il marchio Zenato, puntando sul concetto delle tracce che congiungono due generazioni. Si parte dalle linee direttrici del passato, abbozzate da Sergio Zenato, per arrivare, in perfetta soluzione di continuità, ai solchi che simboleggiano i nuovi orizzonti dell’azienda, oggi gestita dalla moglie Carla insieme con i figli Nadia e Alberto.

 

OGGI E DOMANI: CONTINUARE A LASCIARE UN’IMPRONTA

Un libro monografico, “Zenato, dalla Lugana alla Valpolicella, una famiglia al centro di un sogno”, per raccontare e lasciare una traccia di vitivinicoltura, fedele a due territori di spicco del Veronese: la Lugana e la Valpolicella. Una performance di sand art dell’artista diciannovenne Gabriella Compagnone con inediti “disegni” abbozzati con la terra.

Come da terreni vocati nascono grandi vini così, proprio a partire dalle peculiarità della terra, si possono raccontare nuove storie vitivinicole e lasciarne un segno. Un segno che, nell’evento organizzato il 13 settembre, richiama non solo il radicamento alla propria storia ma l’orientamento a cogliere le opportunità future. Sulle note della sua band, Gabriella Compagnoni ha dato vita a spettacolari coreografie con disegni di sabbia, ispirati alla storia vitivinicola di Zenato.
Una performance che ha coinvolto gli ospiti a cui l’artista ha chiesto di lasciare in una speciale teca l’impronta della propria mano destra, diventata, a fine serata, un’opera originale donata ai partecipanti. Un gesto per testimoniare la riconoscenza della famiglia verso coloro che hanno contribuito a consolidare la notorietà di Zenato. Con una significativa valenza simbolica: proprio a partire dal terroir, dall’amore per il proprio territorio, Zenato ha concretizzato il suo sogno. E lo sviluppa ogni giorno, impegnandosi sempre a lasciare un’impronta, a trasmettere sorso dopo sorso un’emozione avvincente come quella che regala un grande vino.

La serata si è conclusa con una verticale dell’Amarone Riserva, proposto in cinque annate prestigiose, a partire dall’anno dell’esordio, il 1980. Il percorso di degustazione è stato raccontato dai membri della famiglia, in un emozionante viaggio a ritroso nel tempo: 1995, 1990, 1988, 1985 fino all’annata che segna quella primissima, ambiziosa sfida. Una sfida decisamente vinta, a giudicare non solo dalle esuberanti caratteristiche sensoriali di questo rosso, ma anche dal successo riscontrato nel tempo dalle scelte vendemmiali che hanno dato vita alle Riserve del fondatore.