{"id":7155,"date":"2019-04-08T10:48:00","date_gmt":"2019-04-08T10:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www2.zenato.it\/?p=7155"},"modified":"2026-01-21T17:10:46","modified_gmt":"2026-01-21T17:10:46","slug":"mostra-fotografica-vino-oltre-gli-oggetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/mostra-fotografica-vino-oltre-gli-oggetti\/","title":{"rendered":"Mostra fotografica, Vino oltre gli oggetti"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"7155\" class=\"elementor elementor-7155\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1fe8ae8 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"1fe8ae8\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cfdd59c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"cfdd59c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"Corpo\"><strong>Zenato e Accademia di Belle Arti di Brera<\/strong><\/p><p class=\"Corpo\"><strong><em>Vino. Oltre gli oggetti<\/em><\/strong><\/p><p class=\"Corpo\"><strong>Milano, 8 -18 aprile 2019<\/strong><\/p><p class=\"CorpoA\">Immagini che non documentano, evocano. Scatti che cercano di andare oltre gli oggetti che ritraggono. La terra della Lugana e della Valpolicella, la vite, le botti in legno, i contenitori di vetro, strumenti e macchine, diventano, attraverso l\u2019immaginario fotografico e la lettura libera di cinque giovani creativi, qualcosa di \u201coltre\u201d rispetto alla loro primaria funzione.<\/p><p class=\"Corpo\">L\u2019intimo nesso tra tradizione vitivinicola e sperimentazione trova la sua realizzazione nel segno dell\u2019arte nella mostra fotografica \u201c<strong>Vino. Oltre gli oggetti<\/strong>\u201d, realizzata dal Master di Fotografia dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e fortemente voluta dall\u2019azienda vitivinicola veronese Zenato. La mostra \u00e8 allestita a Milano\u00a0<strong>dall\u20198 al 18 aprile 2019 in occasione del Salone del Mobile<\/strong>, presso Bottega Immagine (via Farini, 60).<\/p><p class=\"Corpo\">La mostra fotografica \u00e8 accompagnata da un catalogo, in italiano e inglese, Biblos Edizioni.<\/p><p class=\"Corpo\">La prima di una serie di quattro \u201cesperienze\u201d che vedranno coinvolte altrettante scuole di Fotografia Internazionali in Europa, Stati Uniti e Asia e che coincide con la creazione della\u00a0<strong>Zenato Academy<\/strong>, un laboratorio permanente di studio e sperimentazione in campo culturale e in particolare nell\u2019ambito fotografico, luogo ideale in cui sostenere giovani artisti.<\/p><p class=\"CorpoA\">Cinque studenti dell\u2019Accademia di Brera,\u00a0<strong>Giacomo Alberico, Cecilia Del Gatto, Alessandra Draghi, Cesare Lopopolo e Anna Vezzosi<\/strong>, coordinati dal docente e critico d\u2019arte\u00a0<strong>Luca Panaro<\/strong>, hanno indagato gli oggetti utilizzati per la produzione del vino, rendendo vivo e presente un significato latente, pensandoli in maniera nuova e fresca al di l\u00e0 dell\u2019uso convenzionale.<\/p><p class=\"Corpo\">\u201cEcco un nuovo progetto, una nuova sfida, il desiderio che ci ha sempre contraddistinto nel guardare oltre, nell\u2019esplorare al di l\u00e0 di ci\u00f2 che gi\u00e0 conosciamo \u2013 dichiara\u00a0<strong>Nadia Zenato<\/strong>\u00a0\u2013. E\u2019 stato molto stimolante vedere all\u2019opera giovani creativi che con uno sguardo nuovo e libero hanno messo a fuoco un significato che va oltre a quello specifico degli oggetti protagonisti del nostro lavoro quotidiano\u201d.<\/p><p class=\"Corpo\">\u201cIn terra di Lugana abbiamo creduto e investito nelle straordinarie potenzialit\u00e0 di un vitigno autoctono in tempi in cui era sconosciuto \u2013 prosegue Zenato &#8211; In Valpolicella, recuperando la millenaria tradizione vitivinicola l\u00ec radicata, abbiamo intrapreso un percorso basato sulla ricerca e l\u2019innovazione. La nostra passione ci ha sempre portato ad intrecciare il lavoro di viticoltori con il rispetto per il territorio e una naturale spinta verso il bello e l\u2019arte, che oggi si esprime nella mostra fotografica\u00a0<em>Vino. Oltre gli oggetti<\/em>\u201d.<\/p><p class=\"Corpo\"><strong>Venerd\u00ec 12 aprile<\/strong>\u00a0sono consegnate dalla famiglia Zenato\u00a0<strong>5 borse di studio<\/strong>\u00a0ai giovani fotografi protagonisti del progetto.<\/p><p class=\"CorpoA\">\u201cLa fotografia, pi\u00f9 di ogni altro linguaggio, ha la capacit\u00e0 di trasfigurare la realt\u00e0 \u2013 spiega Luca Panaro -. Ci\u00f2 vuol dire che gli oggetti rappresentati nelle immagini fotografiche vengano interpretati in modo altro rispetto alla loro tradizionale funzione. Ho scelto di indagare gli oggetti come fonte di conoscenza, esemplari silenti della produzione del vino, necessari ad attestarne la tecnica, la cultura, l\u2019economia, ma anche una semplice suggestione\u201d.<\/p><p class=\"CorpoA\">Le scelte compiute da ciascuno dei 5 autori hanno portato alla ripresa di forme ravvicinate che tendono all\u2019astrazione rappresentativa. Le fotografie di Giacomo Alberico, dal titolo \u201cSe nell\u2019attesa\u201d, mostrano le botti custodite nelle cantine Zenato, fotografate in modo da valorizzarne la componente estetica e le relazioni fisiche che si instaurano tra questi grandi e nobili contenitori. Per Cecilia Del Gatto, nella serie \u201cM\u00e9scita\u201d, il bicchiere e le differenti gradazioni cromatiche del vino divengono protagoniste, creando un parallelismo con i colori della tradizione artistica italiana. Alessandra Draghi porta alla nostra attenzione un oggetto del mestiere, l\u2019alzavino, detto anche \u201cLadro\u201d, accostato in un set fotografico a elementi naturali prelevati sul territorio. \u201cLe cose sensibili\u201d di Cesare Lopopolo sono invece gli strumenti meccanici, presenza imponente e caratterizzante il paesaggio dell\u2019azienda vitivinicola. Per finire, Anna Vezzosi con la serie \u201cPunti di origine\u201d ci riporta alla tradizione: la terra, una delle prime bottiglie di Lugana del 1973, un cerchio bianco a indicare le radici della vite autoctona.<\/p><p class=\"CorpoA\"><strong>Le opere<\/strong><\/p><p class=\"Corpo\"><strong>Giacomo Alberico: Se nell\u2019attesa<\/strong><\/p><p class=\"Didefault\">La ricerca visiva di Giacomo Alberico si focalizza sulle cantine della tenuta Zenato di S. Cristina, a San Benedetto di Lugana, spazi affascinanti che contengono le botti e le bottiglie dei vini pi\u00f9 pregiati. La caratteristica luce soffusa e la temperatura mite del luogo, che contribuiscono a creare un ambiente unico in termini sensoriali, diventa la location d\u2019elezione in cui rappresentare gli imponenti e statici \u201coggetti\u201d che dominano la cantina. Durante la realizzazione delle immagini, l\u2019autore si \u00e8 interrogato sul ruolo della luce come strumento d\u2019indagine, utile a far emergere particolari inaspettati delle grandi botti, fotografate prevalentemente in modo ravvicinato. La componente estetica di questi nobili contenitori, aldil\u00e0 della specifica funzione, trasmette l\u2019attesa necessaria alla produzione di un buon vino, oltre al lento ma progressivo passaggio del tempo. L\u2019ambiente \u00e8 pervaso da un\u2019atmosfera che induce Alberico a rivolgere il proprio sguardo alle superfici, cos\u00ec da mostrarle in modo pi\u00f9 accurato, sicuramente differente dalla tradizionale percezione che abbiamo di questi oggetti. Dalla stasi apparente suggerita dal luogo nasce un vino raffinato, che l\u2019autore non mostra nelle sue immagini, ma suggerisce soltanto, restituendo con una serie di fotografie rigorosamente in bianco e nero, le relazioni fisiche che si instaurano tra gli oggetti e gli spazi della cantina.<\/p><p class=\"CorpoA\"><strong>Cecilia Del Gatto: M<\/strong><strong>\u00e9<\/strong><strong>scita<\/strong><\/p><p class=\"CorpoA\">All\u2019interno delle cantine, ogni vino Zenato segue un particolare percorso di lavorazione, per svelare tutta la sua essenza al momento della degustazione. L\u2019olfatto, il gusto e la vista sono i sensi direttamente coinvolti nell\u2019esperienza del vino. Cecilia Del Gatto, muovendosi nell\u2019ambito delle arti visive, non pu\u00f2 che privilegiare la vista nell\u2019indagine fotografica che \u00e8 chiamata a realizzare. Il colore \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 evidente se parliamo di visivo e le differenti gamme cromatiche del vino sono ci\u00f2 che pi\u00f9 solletica lo sguardo. L\u2019autrice crea un ponte tra il suo mondo di appartenenza, l\u2019arte, e la produzione dell\u2019azienda vitivinicola. L\u2019azione del mescere, cio\u00e8 del versare nel bicchiere, diviene il collante tra due differenti ambienti, dove la gradazione cromatica \u00e8 un ulteriore punto di unione. Le cinque immagini mostrano ciascuna una fotografia appesa a un filo, come accade in camera oscura, ogni fotografia si distingue per una rappresentazione che ricorda l\u2019iconografia pittorica dell\u2019arte rinascimentale. Un corpo di donna, senza volto, in posa ieratica, custodisce con devozione il nettare degli Dei che, dalla fotografia appesa, viene versato nel bicchiere in primo piano. Del Gatto suggerisce metaforicamente lo stretto legame che unisce la sacralit\u00e0 della tradizione pittorica italiana, con le caratteristiche \u201cestetiche\u201d del vino: limpidezza, trasparenza, fluidit\u00e0, colore.<\/p><p class=\"CorpoA\"><strong>Alessandra Draghi: Ladro<\/strong><\/p><p class=\"CorpoA\">Protagonista della serie fotografica di Alessandra Draghi \u00e8 un alzavino in vetro, in gergo anche detto \u201cLadro\u201d in quanto con il suo utilizzo si \u201cruba\u201d un campione di vino dal foro della botte, per l\u2019assaggio o la misurazione. L\u2019oggetto ricopre un ruolo importante nel ciclo di produzione del vino. La sua forma \u00e8 molto particolare: un lungo tubo in vetro di piccolo diametro con un rigonfiamento nella parte superiore all\u2019altezza del manico. Nelle immagini il Ladro viene indagato entrando nel dettaglio delle sue particolarit\u00e0, messe in luce da una serie di composizioni che evidenziano la bellezza plastica di questo strumento, cos\u00ec semplice nella funzione che svolge, ma particolarmente potente dal punto di vista estetico-visivo. Le fotografie di Draghi mostrano l\u2019oggetto accostato a elementi naturali come l\u2019acqua, il raspo d\u2019uva, un ramo di vite, il tutto prelevato direttamente sul territorio, cio\u00e8 la tenuta Zenato di S. Cristina. L\u2019autrice \u00e8 interessata a far emergere dalle sue immagini l\u2019attenzione dell\u2019uomo e le cure enologiche che coniugano l\u2019antica sapienza con il desiderio di produzione. Il Ladro, strumento antico e nobile, nella serie fotografica di Alessandra Draghi si nasconde perlopi\u00f9 al nostro sguardo curioso, mostrandosi in modo frammentato o riflesso. Questo suo apparire con discrezione lo rende misterioso e desiderabile al di l\u00e0 della sua funzione.<\/p><p class=\"CorpoA\"><strong>Cesare Lopopolo: Le cose sensibili<\/strong><\/p><p class=\"CorpoA\">Il tema della serie di Cesare Lopopolo \u00e8 l\u2019oggetto-macchina, lo strumento meccanico, elemento fondamentale della produzione, presenza imponente e caratterizzante il paesaggio. L\u2019autore evidenzia come nei luoghi del vino, la tecnologia meccanica e l\u2019ambiente naturale entrino in perfetta sintonia. Il \u201cbraccio\u201d della grande struttura in acciaio della tenuta Zenato di S.\u00a0Cristina, se osservato con una certa attenzione,\u00a0\u00e8 simile ai rami della vegetazione che costeggia la vigna. Le immagini fotografiche di Lopopolo indugiano sui dettagli, mediante uno studio ravvicinato e teso alla valorizzazione delle forme. Il contorno delle strutture metalliche, utili alla lavorazione delle uve, si staglia nella campitura uniforme del cielo, disegnando forme di un\u2019inaspettata piacevolezza estetica. Come nella migliore tradizione fotografica, la presenza dell\u2019uomo si percepisce dalle immagini anche in assenza della figura umana e di una sua evidente azione. Una semplice scala metallica colpita dal sole, entra in dialogo con l\u2019ambiente circostante, offrendo all\u2019occhio di chi la osserva innumerevoli soluzioni di utilizzo. Le cisterne di stoccaggio, dalle forme ampie e morbide, entrano in contatto con il paesaggio circostante, lasciandolo intravedere in prospettiva. In questa cornice onirica, un oggetto, anche sospeso, allude tacitamente ad un\u2019azione, tesa a favorire un racconto.<\/p><p class=\"CorpoA\"><strong>Anna Vezzosi: Punti di origine<\/strong><\/p><p class=\"CorpoA\">Il lavoro di Anna Vezzosi verte sul concetto di origine. La bottiglia del 1973 rappresenta la tradizione, il desiderio di Sergio Zenato nel valorizzare le potenzialit\u00e0 ancora inespresse del vitigno autoctono Trebbiano di Lugana. La presenza della terra nelle immagini \u00e8 un chiaro rifermento a ci\u00f2 che si genera, alla fatica dell\u2019uomo, alla cultura del luogo. Poi compaiono elementi naturali derivanti dal vigneto, raccolti e presentati dall\u2019autrice come reperti archeologici, appartenenti ad un tempo arcaico. Simbolo dell\u2019evoluzione della pianta, studiata con molta precisione e attenzione per produrre un vino di qualit\u00e0 e in continua evoluzione. Questi materiali rimandano alla nascita dell\u2019azienda che coincide con la conoscenza profonda del territorio e dei prodotti, un punto in cui storia naturale e umana si incontrano costantemente. La presenza ripetuta della carta millimetrata rappresenta per Vezzosi la precisione scientifica che si respira in azienda e la cura necessaria a una produzione di alta qualit\u00e0. L\u2019unica fotografia verticale della serie \u00e8 l\u00ec a indicare il punto di origine, dove la pianta e il terreno si incontrano. Sintesi della costruzione di tutti i progetti evolutivi, passati e futuri, legati ai vini Zenato. Il punto bianco definisce il luogo in cui le fondamenta (radici) iniziano a divenire architettura (albero), il punto in cui le idee si trasformano in progetti.<\/p><p class=\"CorpoA\">\u00a0<\/p><p class=\"CorpoA\"><strong>Mostra Fotografica \u201cVino. Oltre gli oggetti\u201d<\/strong><\/p><p class=\"CorpoA\">8-18 aprile 2019 Bottega Immagine, via Farini 60, Milano<\/p><p class=\"CorpoA\">Orario: luned\u00ec-domenica 16.30 \u2013 19.30<\/p><p class=\"CorpoA\">Ingresso libero<\/p><p class=\"CorpoA\">Visite guidate con gli autori delle opere<\/p><p class=\"CorpoA\"><span id=\"cloak85ff6f7b4f6312b6e7a947cd8cb97064\"><a href=\"mailto:info@zenato.it\">info@zenato.it<\/a><\/span>\u00a0\u2013 www.zenato.it<\/p><p class=\"CorpoA\"><strong>Catalogo \u201cVino. Oltre gli oggetti\u201d<\/strong><\/p><p>A cura di: Luca Panaro\u00a0<\/p><p>Fotografi:\u00a0Giacomo Alberico, Cecilia Del Gatto, Alessandra Draghi, Cesare Lopopolo, Anna Vezzosi<\/p><p>Formato:\u00a023x28cm\u00a0&#8211;\u00a0Pagine:\u00a064\u00a0&#8211;\u00a0Legatura:\u00a0Brossura con copertina cartonata<\/p><p>Lingua:\u00a0Italiano e Inglese<\/p><p>ISBN:\u00a0978-88-6448-137-1<\/p><p>Prezzo di copertina:\u00a0\u20ac 30.00<\/p><p>Editore: Biblos Edizioni<\/p><p>Anno edizione:\u00a02019<\/p><p class=\"CorpoA\">\u201cVino. Oltre gli oggetti\u201d \u00e8 il quinto volume di una collana iniziata da Zenato nel 2010, espressione naturale della piena armonia e affinit\u00e0 fra i valori della vocazione vinicola e delle arti.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Zenato Azienda Vitivinicola<\/strong>\u00a0-Via San Benedetto, 8 Peschiera del Garda (VR)<\/p><p>Press: Lucia Benedini \u2013 347 4188852 &#8211;\u00a0<a><span id=\"cloak9a61916da90672407d10e120fbac94a6\">press@zenato.it<\/span><\/a><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-21077a0 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"21077a0\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d63782a elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"d63782a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div 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Oltre gli oggetti Milano, 8 -18 aprile 2019 Immagini che non documentano, evocano. Scatti che cercano di andare oltre gli oggetti che ritraggono. La terra della Lugana e della Valpolicella, la vite, le botti in legno, i contenitori di vetro, strumenti e macchine, diventano, attraverso l\u2019immaginario [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[234],"tags":[],"class_list":["post-7155","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7155","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7155"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7155\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12106,"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7155\/revisions\/12106"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7155"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7155"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zenato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7155"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}